Domenica mattina Francesca non mi trova a letto. La faccenda è andata più o meno così: sveglia puntata presto, molto presto, diciamo verso le sei. Rapida sbirciata dalla finestra: previsioni confermate, sarà una splendida giornata di sole. Passaggio nel bagno di servizio dove trovo la divisa del cuore, accuratamente preparata la sera prima dopo dose abbondante di carboidrati: tre etti di pasta. Segue il rituale – uno dei tanti di cui è costellata la vita del ciclista – della colazione: cereali, fette biscottate con marmellata, caffè. In caso, un pezzo di crostata o di torta, meglio se di pastafrolla: più veloce da digerire, ricca di carboidrati, ancora loro, e zuccheri. Infine imprescindibile, una banana, che è un prezioso serbatoio di potassio, ideale contro i crampi. Oggi ci sarà da battagliare con l’“avvocato” in salita, già lo so.
Riempio due borracce dalle scritte colorate, ricordo di mille battaglie, una con sali minerali in polvere e maltodestrine, l’altra con acqua semplice. Da anni, dopo dure trattativein famiglia, ho conquistato due interi ripiani della credenza: ci ripongo, oltre alle borracce, barrette, gel energetici, sali da sciogliere nell’acqua, frutta secca, pancarré per preparare i panini.Tornando alle borracce, in casa ne dissemino praticamente ovunque: una sulla libreria, due sulle mensole del bagno tra il filo interdentale e il dopobarba, e persino un altro paio nella cameretta dei bambini, tra i Gormiti e i Playmobil. Difficile possiate scambiarmi per un golfista (…).